— Ditemi capitano, chiese Wilkye. Credete che siamo vicini alle Shetland?
— Temo di vederle sorgere dinanzi a noi da un momento all’altro.
— E di aver oltrepassate le isole degli Elefanti e del Re Giorgio?
— È possibile, signore. Due ore fa mi parve di aver udito, sulla nostra sinistra, dei lontani fragori, come un rompersi di onde contro le scogliere.
— Erano senza dubbio le isole Aspland e quel fuoco è prodotto dal vulcano dell’isola Bridgeman.
— Ma non vedete che quel fuoco brilla a poca altezza sul mare. Se fosse un vulcano, sarebbe certamente più alto.
— V’ingannate, signor Linderman. Quello dell’isola Bridgeman è il più basso che esista sul nostro globo, poichè è alto solamente quindici metri.
— Un giuocattolo da ragazzi, disse Bisby. Lo porterei volontieri a Baltimora.
— Sì, burlone, disse Wilkye.
— Se è l’isola Bridgeman, vuol dire che abbiamo oltrepassato il 62° di latitudine e che la Terra Trinity non è lontana, osservò il capitano. Possiamo piegare con tutta sicurezza verso l’ovest.