— Che ci siano dei frangenti dinanzi a noi? Navighiamo in un golfo che è poco conosciuto e che abbonda di scogliere corallifere.

Abbandonò la scotta della vela al giovane pescatore e malgrado le scosse furiose che subiva la scialuppa, raggiunse Cornelio. Guardò innanzi a sè, ma non vide che onde mostruose; però, tendendo gli orecchi udì distintamente dei muggiti ben diversi da quelli prodotti dalle onde quando s’urtano fra di loro.

— Sì, diss’egli, vi è una terra od una scogliera presso di noi: attendiamo un lampo.

Non aspettò molto. Poco dopo un lampo abbagliante solcava le tempestose nubi, illuminando il golfo fino agli estremi limiti dell’orizzonte. Un comando precipitato uscì dalle labbra dell’olandese.

— Scogliera dinanzi a noi!.... All’orza la barra, Wan-Horn!

Il vecchio marinaio ricacciò la barra a babordo senza perdere un istante, e la scialuppa fuggì verso il nord, mentre il chinese lasciava scorrere tutta la scotta della vela.

Al chiarore di quel lampo, Wan-Stael e Cornelio avevano veduto una scogliera ergersi fra le onde, a soli cinquecento passi dalla scialuppa. Un momento di ritardo od una falsa manovra e si sfracellavano su quei frangenti.

— Siamo salvi per miracolo, disse il capitano. Ma dove sarà la costa?...

— Non può essere lontana, zio.

— Ma io non la scorgo all’est, Cornelio. Dovremo lottare fino all’alba fra queste onde che sembrano ansiose d’inghiottirci? Potremo noi resistere fino allora?...