— Zio! esclamò Hans. Guarda laggiù!...
— Cosa vedi?
— Un vivo chiarore; non lo scorgi tu?
— Un chiarore!... I fanali di qualche nave forse?
— No, si direbbe un incendio.
Tutti volsero gli sguardi nella direzione indicata dal giovanotto, e scorsero infatti ad una grande distanza, una luce strana che spiccava vivamente fra la profonda oscurità.
Non pareva prodotta da un incendio, come aveva dapprima creduto Hans, ma non si poteva lì per lì spiegarla.
Era una specie di nebbia luminosa che aveva dei riflessi d’argento e d’oro, e sotto di essa si vedevano agitarsi delle masse strane, che parevano d’argento fuso, venato di verde pallido o solcato da striscie di porpora.
— Cosa succede laggiù? chiesero Hans e Cornelio.
— Si direbbe che il mare fiammeggia, disse Wan-Horn, che si era alzato, pur tenendo sempre, fra le robuste mani, la barra del timone.