— Zio, disse Cornelio, non sono che a quattrocento metri da noi.

— Cosa vuoi dire?

— Che posso mandare una palla a quei pirati.

— Lo farai più tardi; animo, arrancate!

La scialuppa, sotto la spinta di quei quattro remi vigorosamente manovrati, fendeva impetuosamente le onde, anzi volava, ma anche il veliero dei papuasi s’avanzava rapidamente e guadagnava sempre.

Fortunatamente la costa non era che a poche centinaia di metri. Si distinguevano nettamente gli alberi di cocco, le arenghe saccarifere, le palme, i fichi, le felci arborescenti, le sensitive giganti, gli artocarpi, ecc. che coprivano le sponde, formando delle foreste quasi impenetrabili.

— Uno sforzo ancora, gridò Hans.

La scialuppa, spinta innanzi da quell’ultimo e supremo sforzo, superò la distanza, attraversò un banco di sabbia e si cacciò nella foce del fiume, arenandosi presso un isolotto coperto d’un ammasso gigantesco di paletuvieri, le così dette piante della febbre.

I naufraghi, abbandonati i remi, afferrarono i fucili, mentre la prima piroga virava di bordo dinanzi al banco di sabbia.

CAPO XIV. La Nuova Guinea