— Imbarchiamoci, signor Wan-Stael. Ecco la seconda piroga che giunge.
Il marinaio non si era ingannato. La seconda piroga, che era rimasta indietro, era giunta alla foce del fiume e cercava di unirsi all’altra che era ancora arenata.
Quel rinforzo poteva riuscire fatale ai naufraghi, poichè aumentava considerevolmente il numero dei pirati. Quantunque nella scialuppa vi fossero abbondanti munizioni, non era il caso d’impugnare una lotta contro cinquanta o sessanta selvaggi muniti di freccie avvelenate.
— Fuggiamo, disse il capitano. Giacchè la via è libera, rimontiamo il fiume.
Ritornarono verso la scialuppa e s’imbarcarono, mettendo i fucili sulle banchine, per essere più pronti a servirsene.
Tenendosi dietro l’isolotto, le cui piante erano sufficienti per coprirli, si misero a salire il fiume remando in silenzio, aiutati dall’alta marea che rimontava, respingendo le acque dolci.
I pirati occupati a disincagliare la prima piroga, non si erano accorti di nulla, a quanto pareva, poichè non si udivano più a gridare.
— Che brutta sorpresa per loro, quando non ci troveranno più sull’isolotto! disse Cornelio.
— Ci cercheranno però, ne sono certo, disse il capitano. Quei furfanti non rinuncieranno così facilmente alla loro preda, ma ci troveranno pronti a difenderci e non ci lasceremo sorprendere.
— Che ci siano dei villaggi su questo fiume?