Vivono in grandi famiglie in fondo alle baie, dove l’acqua è tranquilla e trasparente, strisciando a mo’ dei vermi, aiutandosi colle sporgenze che crescono sui loro corpi e si nutrono di alghe marine, di fuchi, e ingoiano perfino della sabbia, delle pietruzze e dei pezzetti di corallo.
— Che stomachi! esclamò Hans. Devono possedere un apparato digestivo assai potente.
— Il loro stomaco è un tubo che si distende dalla bocca all’estremità opposta del corpo, senza alcuna dilatazione. Il cibo non fa quindi che passare; entra dalla bocca ed esce dall’altra parte, quasi senza arrestarsi.
— Ma questi tentacoli che circondano la bocca, a cosa servono?
— Ad afferrare gli oggetti, le alghe, le pietruzze, ecc.
— Ma mi pare che ne manchino alcuni.
— È vero, Hans. I pesci assalgono spesso le olutarie e se non sono piccoli divorano i tentacoli, ma non sempre però, poichè questi molluschi possono ritirarli a loro piacimento. Anche perdendoli, le olutarie non ne restano prive per sempre, poichè si riproducono in capo ad un certo tempo. Prendi ora questa bankolungan che è ancora viva e stringila un po’ fra le tue mani.
Il giovanotto prese l’olutaria e la compresse; subito si vide il mollusco contrarsi in modo da formare una specie di palla, schizzare fuori un getto d’acqua e poi una materia oscura che si distese sull’orlo della bocca.
— Sono gl’intestini del mollusco, disse il capitano, prevenendo la domanda dei nipoti. La loro contrazione muscolare è così potente, che produce perfino l’espulsione dei visceri.
— Se io gettassi quest’olutaria in acqua, morrebbe ora?