— Aspetteremo che si stanchino. Abbiamo viveri per due settimane e possiamo raddoppiarli, essendo quest’isola ricca di selvaggina e di piante da frutta.
— Vorrei tentare di sloggiarli a colpi di fucile, zio.
— Per attirarci addosso altri nemici? Chi mi dice che quei furfanti non abbiano degli amici su questa costa?... Lasciamo che si stanchino, Cornelio, e vedrai che finiranno per andarsene. Rosicchiamo un biscotto e poi riposiamoci. A chi tocca il primo quarto di guardia?
— A me, disse il giovanotto. Potete dormire tranquilli: nessun pirata s’avvicinerà senza il mio permesso.
— Ti terrà compagnia Horn. Vedono meglio quattro occhi che due.
— Ed i miei sono ancora buoni, disse il marinaio. A noi signor Cornelio, voi a prua ed io a poppa.
Divorata la magra cena, il capitano, il pescatore ed Hans si coricarono in fondo alla scialuppa in attesa del loro quarto di guardia, mentre il marinaio e Cornelio si sedevano l’uno a prua per sorvegliare l’alto corso del fiume e l’altro a poppa, per non lasciarsi sorprendere dai pirati che dovevano venire dalla parte della foce.
Un silenzio quasi assoluto regnava sotto i boschi, i quali proiettavano nel fiume una cupa ombra; non si udivano se non lievi ronzìi prodotti dagli insetti ed il lieve stormir delle fronde leggermente mosse da un venticello che veniva dal mare. Anche sul fiume non udivansi che dei mormorìi prodotti dall’acqua che calava colla bassa marea, rompendosi contro le sponde e contro i banchi.
Di quando in quando, attraverso il fitto fogliame, si vedevano scintillare dei punti luminosi che tosto scomparivano per mostrarsi più lungi, ma nè Cornelio nè il vecchio Horn s’inquietavano, sapendoli causati da certe lucciole della specie dei lampiris, molto comuni in tutte le isole della Malesia e che le eleganti malesi racchiudono in bolle di vetro, puntandosele fra i capelli con dei bellissimi spilloni d’argento.
Era già trascorsa un’ora senza che fosse accaduto alcunchè di straordinario, quando Cornelio credette di vedere una massa oscura attraversare rapidamente il fiume, descrivendo una parabola assai allungata. Si era staccata da un grande albero situato sulla sponda destra ed era scomparsa sotto i boschi della sponda opposta.