La loro corsa però non durò molto, poichè verso le sei, mentre le tenebre cominciavano ad addensarsi sotto i boschi e la marea a ridiscendere rapidamente, la scialuppa si arenava su di un banco di sabbia, situato quasi in mezzo al corso d’acqua.

CAPO XV. L’assalto dei coccodrilli

Tutti gli sforzi tentati per rimettere a galla l’imbarcazione erano riusciti vani. La bassa marea li aveva lasciati proprio in mezzo a quel banco, il quale pareva che avesse una grande estensione, e anche al di là l’acqua scarseggiava, poichè agli ultimi bagliori del crepuscolo avevano potuto scorgere, senza difficoltà, il letto del fiume.

Non volendo abbandonare la scialuppa che poteva cadere nelle mani dei pirati, troncando così il loro viaggio verso il mare delle Molucche e ritenendosi ormai abbastanza lontani dalla foce e quindi dai nemici, decisero di dormire su quel banco fino al ritorno dell’alta marea.

D’altronde quella scialuppa era più sicura, non sapendo ancora se quei boschi erano abitati da qualche tribù di papuasi o deserti. Oltre a ciò, potevano riposare più tranquilli senza correre il pericolo di venire disturbati dai serpenti che abbondano in quell’isola e anche dalle tigri, che non sono scarse in certe regioni e presso certe coste.

— La nostra prigionia non sarà poi di lunga durata, disse il capitano a Cornelio e ad Hans, che lo interrogavano. Appena l’alta marea ci rimetterà a galla, approderemo sull’una o sull’altra sponda, prima di ridiscendere alla foce.

— Ma temi tu, zio, che i pirati ci blocchino per lungo tempo? chiese Cornelio.

— Quando saranno convinti che noi siamo fuggiti nell’interno, spero che spiegheranno le vele e che se ne andranno.

— E se si ostinano?