— Diamine! esclamò Cornelio. Questo pavimento è un vero trabocchetto, zio mio.
— Non è molto comodo per noi, ma i papù se ne accontentano, Cornelio.
— Ma è pericoloso pei ragazzi.
— Sono agili come gli scoiattoli e non si trovano imbarazzati. Avanti, Cornelio.
— Non voglio correre il pericolo di mettere i piedi nel vuoto e di capitombolare fino a terra, zio mio, cosa facile con questa oscurità. Preferisco avanzarmi a carponi.
— È più sicuro, disse il capitano ridendo.
Tenendosi stretti ai bambù attraversarono la piattaforma ed entrarono nella casa, il cui pavimento era coperto da grosse e solide stuoie.
Quell’abitazione era vastissima, in forma d’un quadrilatero, con un tetto ampio e assai sporgente, per coprire l’intera piattaforma. Era diviso in quattro stanze lunghe otto o dieci metri, larghe altrettanto e provviste tutte di porte, le quali mettevano sulla galleria esterna.