Una fiammella si era alzata dalla macchia ed era caduta sulla parte anteriore della piattaforma, lasciandosi dietro parecchie scintille. Cornelio, a rischio di cadere nel vuoto e di ricevere una freccia nel petto, balzò attraverso ai bambù e la gettò via prima che comunicasse il fuoco ai legnami dell’edificio.

— Sono freccie, gridò egli.

— Freccie! esclamò il capitano.

— Sì, zio, ma sulla punta portano un fiocco di cotone acceso.

— I birbanti! esclamò Horn. Cercano di appiccare il fuoco alla capanna senza mostrarsi.

Un’altra freccia infiammata s’alzò dalla macchia e s’infisse nella parete della casa, minacciando d’incendiare i tralicci e le stuoie di nervatura di foglia. Hans fu però pronto a staccarla ed a spegnere il fiocco di cotone.

— Se vi è cara la vita e non volete morire arrostiti, aprite il fuoco, disse il capitano. Bisogna ricacciare i pirati nella foresta, o fra breve la casa sarà in fiamme.

I naufraghi si accostarono presso le porte e cominciarono un fuoco nutrito, mandando le palle entro la macchia e fra i cespugli, in mezzo ai quali supponevano che si celassero i pirati.

Le scariche si succedevano alle scariche e le palle fischiavano ovunque fracassando i rami e massacrando le foglie, ma i pirati, che parevano decisi di finirla con quel pugno di difensori, non abbandonavano i loro nascondigli e continuavano a lanciare le loro freccie ardenti, le quali cadevano sulla piattaforma ed attorno alla casa.

Hans e il chinese correvano qua e là per spegnerle, mentre i loro compagni continuavano a scaricare le armi, ma non potevano tener dietro a tutte.