Il capitano ed i suoi compagni, impotenti a resistere in mezzo a quell’abitazione che diveniva una fornace ardente, balzarono sulla piattaforma esterna attraversando i vortici di fumo che li acciecavano.

I pirati, vedendoli comparire in mezzo alle fiamme, si slanciarono fuori dalle piante mandando urla di trionfo e agitando minacciosamente i loro pesanti parangs.

— Canaglie!... urlò Wan-Horn. Prendete!

Il più vicino, colpito dalla palla del marinaio, stramazzò a terra emettendo un grido disperato.

— Presto, scendiamo!... gridò il capitano.

Approfittando dello scompiglio prodotto da quel fortunato colpo di fucile, gli assediati calarono rapidamente le pertiche e due a due si lasciarono scivolare sul pianerottolo, passando fra il fumo e le fiamme che si alzavano sulla piattaforma inferiore.

I pirati, che si erano arrestati attorno al cadavere del loro compagno, si lanciarono innanzi per farli prigionieri, ma ad un tratto retrocessero vivamente.

In lontananza, verso il fiume, si erano udite delle urla, le quali crescevano d’intensità. Cosa succedeva all’estremità della foresta?... Qualche grave avvenimento senza dubbio, perchè gli assediati videro i loro nemici raggiungere rapidamente il bosco e fuggire precipitosamente verso l’est.

— Se ne vanno! esclamò Cornelio, stupito.

— Lasciali correre, gridò il capitano. Scendete: la casa sta per crollarci addosso.