Egli indicò un albero alto cinque o sei metri, del diametro di un metro, fornito di un ciuffo di foglie lunghe parecchi metri e che invece di crescere dritto era piegato obliquamente.
— Ecco il nostro pane, disse.
— Il nostro pane! esclamarono i due giovinotti stupiti.
— E molto delizioso, signori miei, disse Wan-Horn. La farina è matura, poichè vedo le foglie coperte d’una polvere giallastra.
— Ma dov’è nascosta questa farina?
— Nel tronco dell’albero, signor Cornelio.
— Vuoi scherzare, vecchio Horn.
— No, ve lo assicuro: ora lo vedrete.
Il marinaio afferrò la scure e si mise a picchiare furiosamente il tronco dell’albero, il quale però opponeva una resistenza incredibile. Il capitano dovette surrogarlo dopo un quarto d’ora e finalmente la pianta, recisa circolarmente, a trenta centimetri dal suolo, cadde con grande fracasso.
— Guardate, disse il marinaio.