— Non ci sono più!.... esclamò il giovinotto con voce strozzata. Gran Dio!... Dove li ritroveremo noi?
— Vediamo, signor Cornelio. Non è possibile che siano partiti, senza lasciare qualche cosa per noi.
S’inoltrarono sotto gli alberi e giunsero sul luogo ove si erano accampati il capitano, Hans ed il chinese. Vi erano delle tracce: dei pezzi di pane di sagù, gli avanzi d’un fuoco, una piccola tettoia semi-sfasciata, delle penne di colombe, ma null’altro.
— Niente, nemmeno un biglietto che ci indichi la via da loro presa! esclamò Wan-Horn, con disperazione.
Ad un tratto, mentre stavano frugando le erbe ed i cespugli, videro il papuaso, che si era allontanato per cercare le traccie del capitano e dei suoi compagni, ritornare correndo. Il suo volto manifestava una profonda ansietà.
— Là! esclamò egli, mostrando al marinaio il margine della grande foresta.
— Cos’hai veduto? chiese Horn, che ebbe un lampo di speranza. Degli uomini bianchi forse?
— No, ma vieni.