— Tutt’altro, è scarsa assai. Qui non si trovano che pochi kanguri, radi casoari, che sono specie di struzzi, ma più piccoli di quelli africani, e delle bande di cani selvaggi chiamati dingo, assai difficili ad uccidersi. È bensì vero che l’indigeno australiano non è schizzinoso, nutrendosi persino di vermi, di bruchi, di lucertole, di serpenti, ma anche questi non bastano per tutti. Aggiungi inoltre che sono imprevidenti e che non pensano mai al domani. Uccidono un kanguro od un casoaro?.. S’affrettano ad arrostirli e li divorano finchè non rimangono che le ossa, dovessero scoppiare.
— Sono adunque grandi mangiatori?
— Eccone un esempio, disse il capitano. L’olutaria è già sparita in sei bocconi, in quel ventre che pare non abbia fondo.
Infatti il selvaggio aveva già divorato la zapatos, ma non pareva soddisfatto; vedendo l’ammasso di molluschi, forse incoraggiato da quel primo regalo, vi si gettò sopra abbracciando più olutarie che potè, ma Wan-Horn, che non lo perdeva di vista, afferratolo per una gamba lo tirò indietro, dicendogli:
— Adagio, mariuolo; giù le zampe, brutta scimmia!
L’australiano, che contava di fare una scorpacciata, balzò rapidamente in piedi e raccolta la lancia l’alzò minacciosamente.
— Quanto sei buffo!... esclamò il marinaio.
— Guardati, Wan-Horn, disse il capitano. Questi selvaggi sono traditori.
— Gli romperò la lancia sul dorso, signor Wan-Stael.
Fece per gettarsi sull’australiano per disarmarlo, ma questi balzò indietro, dicendo in un linguaggio misto d’inglese e di malese: