— No, padre; essi sono i fratelli degli uomini bianchi che mi hanno strappato dalle mani degli Arfaki, quando ero già votato alla morte.

In quell’istante Cornelio e Wan-Horn apparvero sulla porta. Quattro grida echeggiarono.

— Zio!...

— Nipote!...

— Hans!...

— Wan-Horn!...

I quattro naufraghi, che credevano di non più rivedersi, si abbracciarono, mentre il chinese, fuori di sè per la gioia, sgambettava per la stanza come se fosse impazzito.

— Uomini bianchi, disse Uri-Utanate, che ormai sapeva ogni cosa. La mia casa, i miei guerrieri e le mie barche sono a vostra disposizione. Voi mi avete ridato il figlio, l’erede del mio grado: io vi ridò la libertà.

— Padre, disse il giovane guerriero. Questi uomini vengono dai lontani paesi situati all’ovest e vogliono raggiungere le isole Arrù per ritornare in patria. Io li guiderò fino all’arcipelago.

— Mio figlio è un valoroso: segua e protegga gli uomini bianchi fino alle isole.