Contrariamente ai suoi istinti, l’australiano non aveva opposto la menoma resistenza; però i suoi piccoli occhi neri mandavano strani lampi. Si lasciò legare senza pronunciare sillaba e trasportare a bordo della giunca dai chinesi che tornavano alla pesca delle olutarie.
— Non ci creerà degli imbarazzi, zio? chiese Hans.
— È probabile che i suoi sudditi lo cerchino, essendo egli un capo, ma forse ignorano che noi siamo qui e rivolgeranno altrove le loro indagini, rispose il capitano. D’altronde noi non rimarremo molto tempo in questa baia, se la pesca continua ad essere così abbondante.
— Conosci qualche altro luogo ricco d’olutarie?
— Le isole Eduard Pellew ne danno molte e più tardi andremo a visitarle per completare il carico.
— E poi, disse Cornelio, se i selvaggi verranno ad importunarci ci difenderemo.
— Bravo ragazzo, disse il capitano sorridendo. Tu sei un uomo coraggioso.
— Ed io non mi terrò indietro e combatterò al tuo fianco, zio, disse Hans alzandosi sulle punte, per mostrarsi più alto.
— Sei un ometto che non ha paura, lo so, rispose Wan-Stael. Un giorno voi diverrete due abili e intrepidi marinai. Alle caldaie, nipoti miei: bisogna sorvegliare rigorosamente la preparazione delle olutarie, o quei poltroni di chinesi ce le guasteranno.
La scialuppa dei pescatori, per la terza volta ritornava alla costa e anche questa volta carica di molluschi. Le acque di quella baia, che erano ricche di alghe e di fuchi, erano, si può dire, piene di olutarie, ed i pescatori non dovevano far altro che abbassarsi per raccoglierle, essendovi parecchie specie che vivono ad una profondità di pochi piedi.