— Battiamo in ritirata, capitano, consigliò Wan-Horn. Se si accorgono che siamo solamente in quattro, ci daranno addosso e non abbiamo tempo da perdere, poichè fra mezz’ora comincierà ad albeggiare.
— Ma la caldaia?
— La porteremo noi due. I vostri nipoti che sono valenti tiratori, s’incaricheranno di tener lontani i selvaggi.
— Hai ragione, vecchio mio. Se l’alba ci sorprende lontani dal campo, quei furfanti ci piomberanno alle spalle e saremo costretti ad abbandonare la caldaia. Hans, Cornelio, vi affidiamo la nostra difesa.
— Il primo che si avvicina troppo è uomo morto, disse Cornelio. Le mie palle vanno diritte a loro destinazione.
— Spicciati, zio, disse Hans. Mi pare di scorgere delle forme nere agitarsi laggiù.
— Partiamo, Wan-Horn.
Atterrarono la caldaia che pesava una quarantina di chilogrammi e si misero in marcia, allungando il passo, mentre i due giovanotti, armati i loro fucili, pure indietreggiando, sorvegliavano le mosse degli antropofaghi, i quali si avanzavano strisciando per offrire meno bersaglio alle palle.
Ormai non vi era più dubbio. Accortisi di essere inseguiti si erano arrestati, ed ora si preparavano ad assalire, ma con estrema prudenza, non sapendo contro quali forze avevano a lottare. Di quando in quando qualche boomerang ronzava in aria, ritornando poi nelle mani di colui che lo aveva lanciato, ma l’oscurità proteggeva i quattro olandesi, i quali affrettavano la ritirata per non venire scoperti.
L’alba non doveva però essere lontana e se gli australiani riuscivano a scorgerli non avrebbero certo esitato ad assalirli. Quattro uomini, quantunque armati di fucili e ben decisi a difendersi, non era tal numero da spaventarli.