Alle due pomeridiane le botti d’acqua erano state vuotate e la zavorra era stata gettata tutta in mare, alleggerendo la nave d’un peso di circa quaranta tonnellate. Il capitano però, onde rendere più certo lo scagliamento, aiutato dal vecchio marinaio lavorava accanitamente per trasportare a babordo le provviste di viveri, le casse dell’equipaggio e tutti gli oggetti più pesanti, per alleggerire vieppiù il tribordo che si appoggiava sul banco.
Cornelio e Hans erano invece risaliti in coperta ed esaminavano il banco sabbioso, che l’alta marea rendeva sempre meno visibile, innalzando l’acqua della baia.
— Credi che riusciremo a rimetterci a galla? chiese Hans a Cornelio.
— Lo spero, rispose questi, poichè non sarà un’alta marea ordinaria, mi disse lo zio.
— L’acqua s’innalzerà lungo questa costa più del solito?
— Sì, Hans, poichè questa regione oggi è sotto l’influenza diretta della luna.
— È vero, disse il capitano, che era ritornato in coperta. Alle 4 e 30 noi avremo un’alta marea straordinaria.
— Ma non sono sempre eguali le maree, zio?
— No, Hans.
— Ma non sono prodotte dalle correnti marine?