— State però in guardia, capitano. Voi sapete che sono capaci di tagliarci le gomene o di spezzarci le catene delle àncore per mandare la nostra giunca sulle scogliere.
— Apriremo bene gli occhi, Wan-Horn. Intanto farai armare le spingarde e porterai in coperta dei fucili, onde proteggere i nostri pescatori.
Mentre così discorrevano, l’equipaggio chinese aveva gettato le due àncore di prua ed un àncoretto a poppa per meglio ormeggiare la piccola nave, poi aveva calate sul ponte le due più grandi vele degli alberi di trinchetto e di maestra ed imbrogliato il fiocco.
La giunca, spinta dalle lunghe ondate che venivano dal golfo di Carpentaria, si era avvicinata alla spiaggia, arrestandosi a circa tre gomene dalle prime scogliere.
— Affrettiamoci, disse il capitano, rivolgendosi verso l’equipaggio. Se tutto va bene, fra tre settimane noi avremo compiuto il nostro carico e fra sei rivedremo quell’ottimo Lià-Khing....
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L’Hai-Nam, tale era il nome della giunca Chinese, era partita un mese prima da Timor, isola che si trova nel mar delle Molucche e che fa parte dell’arcipelago Malese, per la pesca del trepang, sotto il comando del capitano Wan-Stael, un olandese di Batavia. In altri tempi Wan-Stael, che godeva fama di valente uomo di mare, aveva navigato per proprio conto e con nave propria, dedicandosi alla pesca dei trepang; ma a quarant’anni, quando già si credeva tanto ricco da poter terminare comodamente la sua vita in qualche opulenta città dell’estremo oriente, un colpo di sfortuna l’aveva completamente rovinato.
Una notte tempestosa la sua nave era naufragata nel mar del Corallo, presso le coste australiane, e dei venti uomini che componevano l’equipaggio, lui ed il vecchio Wan-Horn erano riusciti a salvarsi su di un rottame. La sua energia non era però stata fiaccata da quel tremendo disastro. Si sentiva ancora tanto forte da rifare la perduta fortuna, e ritornato a Timor si era tosto offerto ad un ricco negoziante di trepang, il Chinese Lià-Khing, il quale non aveva esitato ad affidargli il comando di una delle sue migliori giunche, ben sapendo con quale ardito marinaio aveva da fare.