Il giovine chinese e Cornelio s’imbarcarono e la scialuppa fu calata in mare, lasciando scorrere le funi dei paranchi. Appena toccò acqua, un’onda la prese e l’alzò, ma essendo stata abbassata sottovento, invece di venire spinta contro il fianco della giunca, fu portata al largo finchè lo consentivano la lunghezza delle gomene.
— Resiste? chiese Wan-Stael.
— Balza sulle onde a meraviglia, zio, gridò Cornelio.
— Imbarca acqua?
— No, finora.
— Scendi, Hans.
Il giovanotto s’aggrappò ad un paranco e tenendosi ben stretto, per non venire portato via dalle onde, raggiunse felicemente il fratello. Wan-Horn, malgrado la sua tarda età, lo seguì, quindi scese il capitano.
— Lasciate andare! gridò questi.
Le due funi furono sciolte e la scialuppa, non più trattenuta, fu portata via da un’onda gigantesca.
Era tempo. La giunca, già piena d’acqua fino alla sottocoperta, affondava rapidamente, trascinata negli abissi marini dall’enorme peso che conteneva.