— Alle loro code! — esclamò Enrico, crollando il capo. — Io credo che abbiano un altro scopo. Oh!... Questa è strana!... Hai mai veduto delle scimmie a pescare? —
Un quadrumane, dopo d'aver fatto una brutta smorfia come se avesse provato un acuto dolore, aveva ritirato prontamente la coda, imprimendole un rapido movimento innanzi ed indietro. Qualche cosa che si era attaccato a quell'appendice balzò in aria, e cadde contro una vicina roccia con sordo rumore.
— Corna di cervo! — esclamò il marinaio, stupito. — Pescano i granchi!... —
Era proprio vero: quella banda di scimmie pescava i granchi di mare, usando d'un sistema curiosissimo, ma anche doloroso.
Trovandosi quei crostacei entro i crepacci subacquei delle rocce, i furbi quadrumani andavano a stuzzicarli colle code e quando li sentivano a stringere, con una mossa fulminea gli strappavano dal loro elemento e con moto rotatorio gli scagliavano contro i sassi della riva, rompendo i loro gusci.
Ciò fatto traevano colle adunche dita la carne saporita, che divoravano con grande avidità.
— Non ho mai veduto nulla di simile, — diceva il marinaio, sempre più stupito.
— To'!... Se noi le imitassimo! — esclamò il mozzo.
— E quale coda immergeresti?
— Le mani.