Queste piante, nei climi caldi acquistano proporzioni gigantesche, e non di rado le foglie raggiungono un'altezza di quattro o cinque metri ed una larghezza di uno e anche più.

Molte di quelle piante già reggevano a stento dei grappoli enormi, carichi di frutta allungate, un po' curve, racchiudenti una polpa tenera e profumata. Ve n'erano di varie specie, ma il signor Albani diede il sacco a quelle chiamate pisang-mas, che dànno frutta più piccole, d'un bel colore giallo d'oro e che sono le migliori.

Accesero il fuoco all'ombra d'una pianta che aveva delle foglie mostruose e fecero una appetitosa colazione con banani maturi o con banani verdi cucinati sotto la cenere. Le scimmie e Sciancatello non furono dimenticati e fecero una vera scorpacciata di quelle frutta.

Mancava l'acqua, quantunque quel terreno fosse umidiccio, ma il signor Albani non tardò a scoprire, sul margine della foresta poco prima attraversata, dei nepentes.

Queste piante sono le più bizzarre che immaginare si possa. Appartengono alla specie degli arrampicanti e le loro foglie sono arrotondate in forma di vasi, forniti d'una specie di coperchio che si abbassa alla notte e si alza di giorno.

Durante la notte le piante assorbono l'umidità del suolo e la raccolgono in quei vasi, i quali ne contengono di frequente perfino mezzo litro. Non è però un'acqua limpida e fresca come generalmente si crede, servendo quei recipienti di tomba a numerosissimi insetti, ma basta per dissetare, essendo del resto buonissima.

Dopo un riposo di qualche ora, il drappelle si rimetteva in marcia salendo i primi contrafforti della montagna, ma attraverso a foreste sempre fitte e assai intricate.

Avevano già percorso un chilometro, quando lo Sciancatello si arrestò bruscamente, emettendo dei sordi brontolii e dando segni d'una certa agitazione.

— Ehi, Sciancatello, cosa succede? — chiese il marinaio. — Hai sentito qualche tigre? —

Il mias pareva che ascoltasse con profonda attenzione, come se cercasse di raccogliere qualche rumore non ben distinto. Guardava le cime degli alberi, poi osservava i cespugli ed il suo volto manifestava ora stizza ed ora contentezza.