— Ecco quello che ignoriamo. Hai udito e veduto nulla?
— Veduto no, ma due ore or sono stato svegliato da un certo fragore, che mi parve un lontano colpo di fucile.
— L'ho udito anch'io.
— Allora non siamo soli su quest'isola.
— Chi può dirlo? Lo sapremo quando saremo in grado d'intraprendere una vera esplorazione attorno a questa terra.
— E quando potremo tentarla?...
— Fra alcune settimane, ossia quando avremo un canotto. Ritorniamo, amici: ho fretta di giungere alla capanna. —
Il marinaio afferrò le funi dei due orsi, lo Sciancatello prese la pentola del miele, Albani si caricò della tenda e della cera e si misero in cammino preceduti dal mozzo che portava la pelle della tigre e dalle due scimmie.
Volendo però visitare un'altra parte di quella grande foresta, sperando di trovare nuovi alberi utilissimi, avevano presa un'altra direzione, deviando un po' verso l'est, certi di raggiungere egualmente la loro capanna aerea.
Gli alberi però non variavano. Incontravano sempre macchioni di arecche, di sontar, di durion, di pombo, di piante gommifere, strette le une alle altre da smisurati rotang e da radici colossali, che s'innalzavano da tutte le parti come serpenti immani.