— Ma fu adottato molto tardi in Europa?... — chiese Enrico.

— Verso il 1600, ma dapprima corse il pericolo di venire respinto ancora in Arabia.

— Forse che non piaceva allora?...

— Tutt'altro, ma essendo prima stato introdotto in Turchia, gli ulema o preti mussulmani cercarono di proibirlo, ritenendolo una bevanda eccitante, ma il sultano Solimano ebbe il buon senso di dare a loro torto e permise che si aprissero in Costantinopoli le cinquanta prime botteghe di caffè. Verso il 1650 si estese poi l'uso anche in Italia, Francia ed altri Stati.

— Si pagava caro allora?...

— Moltissimo: circa centoventi lire alla libbra.

— Avrei preferito comperare un barile di vino, — disse Enrico, ridendo. — E in queste isole della Sonda, è molto tempo che lo si coltiva?...

— Dal 1690, anno nel quale gli Olandesi lo piantarono nella loro splendida isola di Giava, diventata ora così celebre per le sue ricche piantagioni di caffè.

— Signor Albani, — disse il marinaio, arrestandosi dinanzi alla tettoia costruita dal mozzo. — Che ci siano delle altre piante preziose in questi dintorni?... Gli antichi coloni potrebbero averne trasportate e coltivate delle altre.

— È possibile, Enrico. Domani faremo una passeggiata in queste vicinanze. —