Stavano per intraprendere la scalata d'una di quelle rocce per dare uno sguardo al mare ed alla costa, quando al marinaio parve di vedere una piccola apertura tenebrosa, semicoperta da un ammasso di piante arrampicanti che si erano abbarbicate tenacemente ai crepacci.
— Una caverna? — si chiese egli, arrestandosi.
— Sarebbe una bella scoperta, — disse Albani.
— E perchè, signore?...
— Potrebbe servirci da magazzino ed in caso di pericolo anche di rifugio.
— Infatti non siamo lontani dalla nostra capanna aerea. Non vi sono che mille duecento o milletrecento metri. Ho veduto or ora il tetto della nostra dimora.
— Non credevo che fosse così vicina. Andiamo a esaminare la caverna.
— Ci vorrà un lume, signore.
— Ecco là un albero gommifero che ci procurerà una buona torcia, — disse il veneziano, indicando una isonandra gutta.
Il marinaio andò a tagliare alcuni rami, ne accese uno, poi spostò la cortina di piante arrampicanti e s'inoltrò in quell'apertura che pareva si allungasse assai entro la grande rupe.