— Enrico!... — esclamò il veneziano, balzando innanzi col kriss in pugno.

— Qui.... aiuto!... Mi morde!... — urlò il genovese, con voce rauca.

Il signor Albani abbassò gli sguardi e impallidì spaventosamente. Un serpente, lanciatosi fuori dalle piante arrampicanti che ostruivano l'ingresso della caverna, aveva conficcati i suoi denti velenosi nel polpaccio della gamba sinistra del disgraziato marinaio.

Quel rettile traditore era grosso come una bottiglia nera, lungo poco più di due metri, col corpo coperto di squame bruno-giallastre, scintillanti come scagliette d'oro e con due cerchi biancastri situati dietro alla testa e che raffiguravano perfettamente un paio di occhiali.

Il veneziano, senza badare al tremendo pericolo a cui si esponeva, si era precipitato innanzi. Aveva riconosciuto in quel rettile, il terribile serpente dagli occhiali, il cui morso ben di rado perdona.

Il mostro, vedendo quel nuovo nemico, aveva lasciato il marinaio e si era rizzato sulle sue anella dilatando enormemente la sua gola, potendo, a volontà, aprire le sue due prime costole.

Pronto come il lampo Albani tese il braccio e con un solo colpo lo decapitò, poi balzando sopra il corpo che si contorceva rabbiosamente, ricevette fra le braccia il marinaio. Senza perdere un istante lo adagiò su di un cumulo di foglie secche, gli rimboccò i calzoni mettendo a nudo il polpaccio, lacerò un fazzoletto, l'unico che possedeva, e legò strettamente la gamba. Ciò fatto, senza pensare che poteva avvelenarsi, applicò le labbra alla ferita, nel luogo ove scorgevansi due leggieri puntini sanguinosi e aspirò fortemente, sputando a più riprese.

Il marinaio, semi-svenuto, pareva che non vedesse nulla. Pallido come un cadavere, coi lineamenti alterati, gli occhi vitrei, la fronte coperta di sudore che doveva essere freddo, respirava affannosamente, con grande stento.

Il signor Albani non era meno pallido del marinaio, nè meno alterato. Anche la sua fronte era bagnata d'un sudore freddo, ma operava senza perdere un istante. Egli non ignorava le terribili proprietà del veleno del serpente dagli occhiali chiamato anche cobra-capello; sapeva che iniettato in certa quantità, produce la morte in meno di un quarto d'ora.

Egli tentava tutte le risorse suggeritegli dall'esperienza, ma aveva ben poca fiducia di riuscire a salvare il disgraziato compagno. Solo un miracolo poteva strapparlo alla morte.