— Una cera simile a quella delle api?...

— Più grassa, poichè sembra burro indurito. Le mandorle dapprima si mettono in un mortaio di legno o di pietra, poi si schiacciano per bene finchè sono ridotte in pasta, quindi questo si scalda e si spreme facendo uscire la cera.

— E se ne ricava molta, da una mandorla?...

— In media ce ne vogliono cinquecento per averne un chilogramma.

— E brucia bene?...

— Benissimo, non fa odore e la sua fiamma è assai viva.

— Si mette anche in commercio quella cera?...

— Sì, Enrico. Si formano dei pani del peso di due o tre chilogrammi e si vendono a buon prezzo. La cera che si ottiene dapprima è giallastra, ma al contatto dell'aria a poco a poco si schiarisce e le candele che si fabbricano sono di bell'aspetto come le altre.

— Ma sapete, signor Albani, che è una cosa assai meravigliosa?... Io non avevo mai saputo che ci fossero degli alberi che potessero surrogare le api.

— Ve ne sono altri, specialmente nell'America del Sud, ma in quelle piante la cera si trova sotto le foglie in forma di sottili laminelle.