Provarono a tagliare il tronco d'un albero ma il ferro della scure rimbalzava sulle fibre legnose, non avendo ormai più il filo.
Stavano per rinunciare, disperando ormai di riuscire, quando un giorno il mozzo, che si era spinto molto lontano lungo le sponde del mare per raccogliere gli uccelli che si lasciavano prendere sui rami coperti di vischio, fece una scoperta importante.
Su una costa aveva trovato delle vere pietre arenarie, di dimensioni non piccole. Ritornò precipitosamente alla capanna a portare la lieta notizia.
Si poteva ormai dire che anche la questione delle ruote era risolta. Il veneziano lasciò che il marinaio si occupasse del ruotabile e intraprese la costruzione d'una macchina da arrotino.
Confricando le pietre le une contro le altre e bagnandole, riuscì ad arrotondarne una. La montò su di una cassetta, costruì una manovella e finalmente riuscì ad arrotare la sua scure ed anche i coltelli dei marinai.
Quelle armi, maneggiate pazientemente, furono sufficienti per tagliare due pezzi d'un tronco d'albero ben rotondo, d'un diametro considerevole. S'intende che quelle ruote erano piene come quelle che vengono adoperate dai boers del Capo di Buona Speranza, ma in fatto di solidità potevano dare dei punti alle altre.
Il 1º ottobre i naufraghi, dopo d'aver fatta una bardatura di tela da vele doppiata, attaccarono il babirussa sotto il carretto. L'animale, quantunque ormai avesse perduta la sua selvatichezza, mercè le continue e assidue cure di Piccolo Tonno, dapprima si mostrò ricalcitrante, ma dopo parecchie prove finì coll'abituarsi ed il ragazzo si permise il lusso d'una trottata fino alla piantagione di bambù in compagnia delle due scimmie e dello Sciancatello il quale, con una gravità comica, impugnava fieramente una frusta regalatagli da Enrico.
La mattina dopo, essendosi il tempo rimesso al bello, i Robinson abbandonavano la loro casa per recarsi nelle foreste a raccogliere le noci di cocco e le mandorle dei cay-cay.
Lo Sciancatello li accompagnava, essendo incaricato di salire sugli alberi; le due scimmie invece, che ormai non pensavano più a riacquistare la libertà, erano state lasciate a guardia dei recinti.
Il babirussa procedeva bene; si era abituato facilmente alla bardatura e guidato dal mozzo, tirava senza sforzo apparente quel primitivo carrettone, quantunque dovesse essere non poco pesante.