— L'albero maestro: affrettatevi.
— Vengo! —
Il marinaio nuotava sempre e con maggior vigore, consumando le sue ultime forze. Ormai, alla luce azzurrina della luna, distingueva perfettamente i suoi compagni i quali si tenevano a cavalcioni dell'albero maestro.
Già non distava che una gomena, quando credette udire dietro di sè un tonfo ed un rauco sospiro.
Si volse rapidamente, ma altro non vide che un fiotto di spuma che s'allargava in forma di cerchio.
— Qualche cadavere tornato a galla? — si chiese, rabbrividendo.
Un grido che veniva dalla parte del rottame, s'alzò sul mare:
— Attenzione, marinaio!...
— Cosa avete scorto? — chiese il nuotatore, con inquietudine.
— Avete un pesce-cane alle spalle.