— Gran Dio!...

— Avete un coltello?

— Il mio di manovra.

— Tenetelo pronto: vengo in vostro soccorso! —

S'udì un tonfo, poi balzò in aria uno sprazzo d'acqua scintillante. Il signor Emilio aveva lasciato l'albero e nuotava verso il marinaio con lena affannosa, per aiutarlo contro l'assalto dell'affamato squalo.

Il nuotatore, in preda ad una terribile ansietà, sapendo per prova con quale formidabile nemico aveva da lottare, si era arrestato, rannicchiando le gambe per tema di sentirsele mozzare da un istante all'altro.

Aveva però estratto dalla cintola il coltello di manovra, una specie di navaja spagnuola acuminata, taglientissima e lunga mezzo piede, arma pericolosa nelle mani d'un uomo risoluto.

Nessun altro rumore giungeva ai suoi orecchi, però la sua ansietà cresceva di momento in momento, poichè lo squalo poteva giungergli sott'acqua e tagliarlo in due con un solo colpo di mascelle.

Ad un tratto vide emergere bruscamente, a meno di dieci passi, una testa enorme, sotto la quale s'apriva una bocca larga quanto una botte sfondata e irta di parecchie file di denti triangolari.

— Aiuto!... — urlò il disgraziato.