— Non temete, — rispose una voce. — Siamo in due a combatterlo! —
Capitolo III L'assalto del Pesce-cane
Il signor Albani, l'ex-ufficiale di marina, che doveva essere un forte nuotatore, era improvvisamente emerso dietro allo squalo. La luna faceva scintillare il coltello che teneva stretto fra i denti.
Con un'ultima bracciata passò dietro al mostro nel momento in cui questo stava per inabissarsi e raggiunse il marinaio, il quale non osava più muoversi pur tenendo in pugno l'arma.
— Non temete Enrico, — disse il signor Emilio, con voce tranquilla, — se lo squalo ci assale, avrà il suo conto.
— Che ci arrivi sotto? — chiese il marinaio, che riprendeva animo, sapendo d'avere un valoroso compagno.
— La luna illumina l'acqua e potremo vederlo: aspettate! — Si tuffò e gettò sotto i flutti un rapido sguardo, ma non vide nulla. Risalì a galla e tornò a guardare e scorse subito, a venti passi, un legger remolìo che indicava l'imminente comparsa d'un corpo gigantesco.
— L'abbiamo alle spalle, — disse. — Mettete il coltello fra i denti e affrettiamoci a battere in ritirata verso l'albero.
— Non verremo assaliti?
— Non lo credo; troverà dei numerosi cadaveri senza dare addosso ai vivi, — rispose il signor Emilio, con un sospiro.