— Ma credete che siano tutti morti gli altri?
— Lo credo: affrettiamoci. —
Si misero a nuotare rapidamente, volgendo di frequente il capo per vedere se il pesce-cane li seguiva, ma pareva che il mostro non pensasse più a loro. Appariva e scompariva emettendo dei rauchi sospiri, vibrava qualche colpo di coda sollevando delle vere ondate, ma si teneva lontano; senza dubbio aveva trovato ben altre prede senza correre alcun pericolo.
In pochi minuti i due nuotatori attraversarono la distanza che li separava dall'albero su cui si teneva il loro compagno, colui che abbiamo udito chiamare il Piccolo Tonno.
Quest'ultimo superstite, era il mozzo della Liguria. Era un ragazzetto di quindici o sedici anni, agile come una scimmia, bene sviluppato, con un viso intelligente e furbesco.
Aveva gli occhi grandi e neri, tagliati a mandorla, il profilo regolarissimo che rammentava quello delle razze greco-albanesi, una boccuccia da donna con due labbra vermiglie, le guancie, un po' abbronzate, pienotte ed i capelli neri.
Era stato imbarcato tre anni prima dal defunto capitano Falcone, il quale lo aveva raccolto morente di fame sulle spiagge d'Ischia. Non aveva conosciuto nè il padre, nè la madre, e solo ricordavasi di aver passata la sua gioventù in compagnia d'un vecchio pescatore, vivendo assieme fino al giorno in cui quel poveraccio era morto.
Rimasto solo, aveva errato a capriccio sulle sponde o nelle campagne delle isole, vivendo di granchi e di frutta che rubava alla notte, finchè sopraggiunto l'inverno, estenuato, ridotto a pelle ed ossa, era caduto morente sulla riva, dove era stato trovato dal capitano, che erasi colà recato per visitare una sua vecchia parente.
Ubaldo detto il Piccolo Tonno — tale era il suo nome, poichè mai ne aveva avuto un'altro, — aiutò i compagni a salire sul rottame, cercando contemporaneamente che l'albero non girasse su sè stesso.
— Auff!... — esclamò il marinaro, scuotendosi di dosso l'acqua che gli aveva inzuppato le vesti. — Ancora mezz'ora ed io correvo il pericolo d'andare a picco come una palla di cannone.