— No, — rispose Albani. — Non commettiamo imprudenze.
— Ma si sono ritirati, signore. La luce entra liberamente attraverso la breccia.
— Possono spiarci. —
Un urto formidabile scosse la massa di macigni, facencendone cadere altri. Albani, Enrico ed il mozzo risposero con tre frecce.
Un altro grido echeggiò al di fuori, seguito da un clamore spaventevole e dallo scoppio di parecchi fucili. Quasi nel medesimo istante una luce livida si proiettò dentro la seconda caverna accompagnata da una scarica elettrica così fragorosa, che parve che l'intera rupe dovesse crollare sul capo degli assediati.
— L'uragano!... — esclamò Albani, con voce lieta. — Finalmente saremo liberati da quei furfanti! Tenete duro, amici miei e non economizzate le frecce. —
I due marinai non facevano davvero economia. Tenendosi nascosti dietro gli angoli della galleria, continuavano a scagliare i loro dardi avvelenati attraverso alla breccia.
I pirati, non potendo avvicinarsi senza venire colpiti, si sfogavano scaricando attraverso la galleria i loro moschettoni, ma senza recare danni.
Furiosi però di essere tenuti in scacco da quei pochi difensori, ripresero la loro catapulta e scagliandola impetuosamente innanzi, riuscirono ad allargare il foro, facendo diroccare la barricata.
Un uomo, il più audace, si cacciò nella galleria e irruppe nell'interno prima che i Robinson avessero potuto scorgerlo, essendo l'oscurità diventata profonda in causa delle folte nubi che si addensavano rapidamente in cielo, ma Sciancatello gli appioppò una legnata così potente, da farlo fuggire urlando di dolore.