Le penne le aveva ricavata dall'arenga saccharifera. Questa pianta preziosa, oltre dare, come già dicemmo, il toddi, o liquore zuccherino, il tuwah o liquore inebriante, le fibre di gomuti per fare delle funi solidissime che non marciscono anche tenute in acqua lunghissimo tempo ed una specie di cotone che viene adoperato come esca e che può anche essere filato, somministra ai malesi ed ai giavanesi anche le penne da scrivere. Per ottenerle si scelgono le fibre più grosse che stanno fra le foglie e che servono per la fabbricazione del gomuti e vengono adoperate per scrivere, ma più come pennello che come penna.

Non potendo trovare di meglio, non avendo trovato nè oche, nè anitre, i due marinai dovettero adattarsi e non si trovarono scontenti poichè i loro sgorbi riuscivano egualmente.

Più difficile fu procurarsi l'inchiostro, ma dopo lunghe ricerche anche quell'ultima difficoltà fu vinta con successo insperato, e fu ancora la foresta che lo somministrò.

In una delle sue escursioni, il signor Albani aveva veduto parecchi alberi conosciuti sotto il nome eucalyptus microcorys o di alberi-sevo, così chiamati perchè dopo tagliati conservano una certa untuosità.

Dapprima non vi aveva fatto alcun caso, quantunque non ignorasse che da quelle piante si estrae un olio essenziale molto adoperato e ricercato dai verniciatori, ma essendosi poi rammentato che dalle scheggie di quei tronchi, tenute immerse un certo tempo, si ricavava del buon inchiostro, aveva voluto fare la prova.

Tagliati alcuni pezzetti li aveva messi in una pentola piena d'acqua, mettendovi entro un pezzo di ferro e dopo tre giorni aveva ottenuto un inchiostro nerissimo e di buona qualità, che scorreva facilmente sulla carta di gluga.

Come si vede i naufraghi, mercè la loro instancabile attività, potevano attendere tranquilli il termine della stagione delle piogge, senza annoiarsi e senza inquietudini.

Quindici giorni dopo però la furia delle piogge era cessata. Pioveva ancora e con grande violenza, ma ad intervalli e per lo più al mattino e verso sera, in causa dei venti del sud che accumulavano, in quelle ore, grandi masse di vapori sopra l'isola.

I Robinson decisero di approfittare di quei momenti di sosta per realizzare il loro grande progetto, ossia di costruirsi una scialuppa. Non avevano ancora scordata la capsula trovata nel bosco, nè la colonna di fumo che avevano scorto dall'alto della montagna e ardevano dal desiderio di conoscere i misteriosi individui che abitavano le sponde meridionali dell'isola.

Un canotto era necessario, non osando attraversare tutte le foreste che li dividevano da quelle lontane spiagge, prima perchè ormai sapevano come fossero popolate da numerose tigri, poi perchè in caso di pericolo difficilmente avrebbero potuto ritornare sollecitamente alla loro capanna per difendere le loro ricchezze radunate con tante fatiche, e portare soccorso a colui che avrebbe dovuto rimanere a guardia della possessione.