Questi volatili sono valenti nuotatori, avendo i piedi palmati, ma a terra si trascinano penosamente. Diffidenti assai, non meritano un colpo di fucile, poichè la loro carne è detestabile come quella dei cormorani.
Arenata la scialuppa su di un piccolo banco di sabbia, il signor Albani ed il marinaio si misero a scalare la rupe, aggrappandosi ai rotang che pendevano dall'alto e puntando i piedi nelle fessure.
In dieci minuti si trovarono sulla cima, dinanzi a quella specie d'albero sormontato dallo straccio. Un cumulo di sassi s'innalzava presso la base e pareva che nascondesse qualche cosa.
— Vi è qualche documento lì sotto, — disse il veneziano. —
Con una scossa fece crollare quel cumulo ed ai loro occhi apparve una bottiglia, sulla quale stava scritto in lettere dorate:
«Marsala-Palermo»
I due Robinson si guardarono in viso l'un l'altro, colla più grande sorpresa.
— Marsala! — esclamò Albani. — Che questa bottiglia abbia appartenuto ad una nave italiana?...
— Guardate se contiene qualche documento, signore, — disse il marinaio, che pareva in preda ad una viva emozione. —
Il veneziano l'alzò esponendola contro i raggi del sole e vide nell'interno un pezzo di carta.