Il signor Albani nulla aveva risposto a quella fiera minaccia che tradiva l'odio nutrito dal marinaio verso gli autori, forse volontarii, della tremenda catastrofe. Si era limitato ad incrociare le braccia sul petto, guardando tranquillamente il viso del genovese, ancora alterato da una collera selvaggia.

— Giù un sorso, — continuò il marinaio, porgendogli una fiaschetta.... (Pag. [200]).

— Imbarchiamoci, signore, — disse Enrico. — Andremo a vendicare le vittime della Liguria. —

Il signor Albani non si mosse. Forse nel suo cuore, in quel momento, si combatteva un'aspra battaglia fra il desiderio di tutto obliare e quello di seguire la legittima collera del vendicativo marinaio.

— No, Enrico, — disse ad un tratto. — Il sole sta per tramontare e non conosciamo questi paraggi, che possono nascondere delle scogliere pericolose alla nostra scialuppa.

— Ci terremo lontani dalle sponde, signore.

— Non abbiamo nessuna fretta e possiamo accamparci su questa rupe.

— La fretta l'ho io, signor Albani. Li sorprenderemo nel sonno, i due miserabili, e li uccideremo.