— Se sono colpevoli, penserà Dio a punirli.

— E sia, — disse il marinaio, — ma prima udranno se la mia voce tuonerà contro le loro infamie.

— Va' a legare il canotto, mentre io improvviserò un ricovero.

— Siete deciso ad accamparvi su questa rupe?

— Non è prudenza avventurarci su queste sponde che noi non conosciamo e che possono nascondere delle scogliere subacquee pericolose. All'alba spiegheremo le vele ed a mezzodì toccheremo di certo le coste meridionali dell'isola. —

Il marinaio, che pareva avesse spenti i suoi propositi di vendetta, scese la rupe e andò a legare la scialuppa onde impedire al flusso di portarla al largo, mentre il signor Albani, tagliate alcune foglie di arecche e alcuni rami, improvvisava un riparo.

Cenato con una kakatoa nera arrostita al mattino e con pochi biscotti, si misero accanto le cerbottane e s'addormentarono, certi di non venire disturbati su quell'alta rupe che era quasi tagliata a picco.

La notte fu tranquilla. Furono svegliati parecchie volte dalle grida rauche delle tigri, ma nessuno di quei pericolosi animali osò scalare la grande rupe.

All'alba i due Robinson si rimettevano in viaggio, con una fresca brezza che soffiava dal nord al nord-ovest.

Il tempo si manteneva splendido ed il mare tranquillo e solamente presso le sponde, la risacca lo sconvolgeva fortemente, in causa forse della grande profondità dell'acqua e della ripidità delle coste.