Ohimè! Nessuna voce umana rispondeva: solamente i fischi del vento ed i muggiti del mare in tempesta si udivano attorno allo scoglio solitario.

Dopo un'ora di sforzi sovrumani, pesti, sanguinolenti, affranti, scoraggiati, si videro costretti a rinunciare a quella lotta che poteva tornare a loro fatale. Marino dovette trascinare Enrico sulla spiaggia, poichè il bravo marinaio stava per lasciarsi portar via dalle onde, non volendo troncare le ricerche, quantunque non fosse più in grado di reggersi in piedi.

— Vieni, camerata, — disse il maltese, spingendolo sotto una rupe che poteva ripararli dal vento e dalla pioggia che cominciava a cadere a torrenti.

— Bisogna cercarlo ancora, Marino, — singhiozzò il marinaio. — No, non può essere morto.

— Lo cercheremo più tardi. Tu non hai più forze, ed io non posso tenermi in piedi.

— Credi che sia morto?...

— Non disperiamo, Enrico. Le onde possono averlo spinto lontano da qui, sulla sponda di levante o meridionale.

— Ma non ha risposto alle nostre chiamate.

— Questi muggiti non gli avranno permesso di udirci.

— Povero signor Albani! Andiamo a cercarlo, Marino.