Un cataclisma simile, formidabile di certo, è avvenuto in un'epoca più o meno lontana sul fondo di questo mare e la spinta deve essere stata tale, da sollevare considerevolmente la crosta e da portare questo cono fuori dalle acque.

Le isole così formate non sono rare. Quasi tutte le Azzorre sono di origine vulcanica e anche non molti anni or sono, nel 1812 se non erro, una ne sorse improvvisamente presso le coste della nostra Sicilia, ma che i flutti più tardi distrussero.

— Quei sollevamenti producono dei terremoti?

— Sono anzi dovuti ai terremoti.

— Ma come si sarà poi spento questo vulcano?

— Forse per la brusca invasione delle acque del mare.

— Deve essere scoppiato come una bomba.

— Di certo, Enrico. Forse era molto più alto, ma scoppiando si sarà mozzato, riempiendo poi il cratere di rottami.

— Vi sono stati altri vulcani che sono scoppiati, signor Albani?

— Parecchi, ma non sempre in causa dell'irrompere delle acque e non sempre si sono poi spenti. Anche il nostro Etna è scoppiato formando la così detta Val del Bove, e così pure il nostro Vesuvio nel 79 subissando Ercolano, Pompei e Stabia sotto la pioggia di cenere e di lapilli. Quando nell'America centrale scoppiò il Coseguina, coperse le campagne circostanti d'uno strato di cenere alto cinque metri per una superficie di quarantanove chilometri, e la detonazione fu udita a millecinquecentosessanta chilometri di distanza.