— Sì, tenta di appoggiare verso queste coste.
— Che siano pirati, signore? — chiese Enrico.
— Le giunche ordinariamente sono montate da marinai chinesi. Se fossimo nel golfo del Tonchino, si potrebbero avere dei dubbi, ma le giunche che navigano in questi mari esercitano un onesto traffico.
— Che l'uragano ci mandi altri compagni? Sulla nostra isola non vi sono porti che possano servire di rifugio.
— Forse quella nave spererà di trovarne. Se quei marinai troveranno modo di sbarcare, non avranno da lagnarsi di noi. Badiamo alla nostra scialuppa intanto: il mare ingrossa e minaccia di farci passare un brutto quarto d'ora. —
Non distavano allora che due miglia dall'isola, ma le onde, trovandosi strette fra la costa che era assai dirupata e la linea dei frangenti, ritornavano al largo tumultuosamente, provocando delle contro-ondate pericolosissime.
Il signor Albani si era alzato in piedi per meglio vedere dove si nascondevano gli scoglietti, segnalati isolatamente da uno spumeggiare incessante e da colonne d'acqua rimbalzanti.
La scialuppa, affogata sotto gli assalti di quelle masse liquide, pareva che ad ogni istante dovesse scomparire, ma si rialzava sempre.
A mezzodì girò un'alta scogliera che si estendeva dinanzi alla costa e si cacciò in una specie di canale formato da rupi tagliate a picco, in una specie di fiord profondo, che era riparato dal vento e dalle onde.
— Finalmente! — esclamò Enrico.