— Si è arenato presso la caverna, — rispose il mozzo.
— Va' a tagliare un paterazzo dell'albero. —
Il mozzo si recò presso la caverna e poco dopo ritornava tirando la lunga e grossa gomena incatramata.
— Formiamo ora una scala umana, — disse il veneziano. — Tu, Enrico, appoggiati alla rupe, io salgo sulle tue spalle e Piccolo Tonno sulle mie, portando con lui il paterazzo.
— Sarai poi capace di salire? — chiese il marinaio al mozzo.
— Mi basta cacciare un piede ed una mano in una di quelle fessure, — rispose Piccolo Tonno.
— Avanti allora! —
Il marinaio s'appoggiò alla rupe inarcando il robusto dorso, il signor Emilio gli salì sulle spalle con un solo salto, poi il mozzo, che si era legata la fune attorno ai fianchi, s'arrampicò con un'agilità da scoiattolo, aggrappandosi ad una radice e puntando i piedi nudi entro un crepaccio.
— Ci sei? — chiese il marinaio.
— Salgo, — rispose il ragazzo.