— Si chiama aier dagli abitanti delle Molucche e d'Amboina, ma è poco conosciuta dai naturalisti europei. Solamente Rumfio e il nostro Rienzi, il valoroso esploratore di queste regioni, ne hanno fatto cenno. È però comunissima e gl'isolani ne fanno molto uso quando l'acqua diventa scarsa nei serbatoi e nei torrenti.
So che anche le frutta di questa liana contengono molto umore acqueo.
— Che piante strane! — esclamò Piccolo Tonno.
— Ne troveremo delle altre che ci daranno dell'acqua. Seguitemi, amici.
— Dove ci conducete?...
— A trovare i materiali per la nostra capanna. Vedo laggiù una piantagione di bambù e quelle canne robustissime e facili a trasportarsi, ci serviranno a meraviglia.
— Ed i rottami, non possono servirci? —
Il veneziano parve colpito da quella domanda.
— È vero, — disse. — Vi sono i cordami, le vele e anche le aste di ferro dei pennoni che ci possono giovare per molti usi. È meglio che riportiamo tuttociò a terra, prima che la marea respinga il rottame al largo. Questa notte potremo accontentarci d'una tenda. —
Tornarono verso la spiaggia cercando un passaggio che permettesse a loro di scendere verso il mare e lo trovarono a duecento passi dalla grande rupe. Colà la sponda s'abbassava dolcemente formando una piccola cala, entro la quale avrebbe potuto trovare un comodo rifugio un piccolo bastimento, essendo difesa da una doppia linea di scogliere.