— Niente affatto, — rispose Albani, sorridendo. — Ho viaggiato assai, specialmente nella Malesia, e metterò a profitto tutto ciò che ho imparato nelle mie escursioni. Al lavoro, amici!... Prima di questa sera, bisogna avere un ricovero.
— Ma non abbiamo ancora bevuto, signore, — disse il marinaio, — ed io sarei ben felice di poter ingollare un sorso d'acqua.
— Ecco una pianta che ci darà dell'acqua buonissima, — rispose il veneziano. — La natura comincia il suo ufficio di provveditrice dei Robinson. —
Egli si era avvicinato ad una specie di liana ramosissima che s'arrampicava attorno ad un durion, formando dei graziosi festoni, e aveva impugnato il coltello che aveva preso al mozzo.
— Preparatevi ad accostare le labbra, — disse.
Con un colpo secco la troncò e dai due capi si videro tosto sgorgare due zimpilli d'acqua limpidissima.
— Non sarà velenosa, signore? — chiese il marinaio, esitando.
— No, uomo diffidente: bevi con tuo comodo che ce n'è per tutti. —
Enrico ed il mozzo applicarono le labbra ai due pezzi della liana e bevettero avidamente, poi lasciarono il posto al signor Albani che si era rifiutato di accettarlo prima.
— È vera acqua, signore, — disse il marinaio. — Ma che specie di pianta è questa, che fa l'ufficio delle fontane?