— Non abbiate timore.

— E se scorgi qualche cosa di sospetto, chiamaci senza indugio.

— Dormite tranquilli. —

Il signor Emilio ed il mozzo scivolarono sotto la tenda, mentre il marinaio si sdraiava presso il fuoco colla scure a portata della mano.

Capitolo VII La Tigre

Pareva che quella prima notte, sulle sponde di quell'isola sconosciuta, dovesse trascorrere tranquilla, poichè nessun rumore veniva dalla parte dei boschi che si estendevano in direzione della montagna, la cui massa spiccava sul fondo costellato del cielo.

Non si udivano che i monotoni gorgoglii delle onde le quali, spinte dall'alta marea, venivano ad infrangersi dolcemente contro le scogliere e sui bassi-fondi sabbiosi.

Il marinaio però, non del tutto rassicurato da quel silenzio, vegliava attentamente, non ignorando che nelle isole della regione chino-malese, numerosi e formidabili sono gli animali che abitano le selve e le jungle.

Riattizzava ad ogni istante il fuoco, il solo riparo che poteva difenderlo contro una aggressione, ben poco potendo contare sull'efficacia della scure; aguzzava gli sguardi fissandoli ora verso la piantagione di bambù ed ora verso i grandi alberi e tendeva gli orecchi con profonda attenzione.

Vegliava da due ore, quando udì, a non molta distanza, un grido rauco che rassomigliava ad un miagolìo ma infinitamente più potente di quello che emettono i gatti.