— Ah! signore! — esclamò il mozzo, cogli sguardi ardenti.

— Basta, andiamo alla spiaggia.. —

Il marinaio ed il mozzo si caricarono degli ultimi bambù e si diressero verso la costa, mentre il signor Albani si dirigeva verso un folto macchione dai cui alberi pendevano delle numerose corde vegetali, che pareva avessero delle lunghezze straordinarie.

— Ecco le funi per i nostri bambù, — mormorò. — Abbiamo tutto sottomano. —

Quelle specie di liane erano rotang (calamus), fibre assai resistenti, che appartengono alla famiglia delle palme, assai comuni in tutto l'Arcipelago Indo-Malese. Sono arrampicanti grossi pochi centimetri, ma sono i più lunghi di tutti, poichè raggiungono perfino i trecento metri.

Resistono lungamente anche in acqua ed i Malesi, i Burghisi ed anche i Giavanesi, se ne servono per formare l'attrezzatura dei loro piccoli velieri.

Ne tagliò parecchi, poi raggiunse i compagni per cominciare subito la costruzione, volendo prima di sera mettersi al coperto contro un ritorno offensivo della tigre o di altre sue compagne.

Avendo a sua disposizione dei bambù assai lunghi e resistenti, il veneziano decise di abbandonare la solita forma delle capanne per costruirne invece una aerea, adottando il sistema dei Dayachi, veri maestri in tali costruzioni, arditissime sì, ma ben più sicure delle altre, contro gli attacchi di qualunque avversario.

Per poter lavorare più rapidamente e con maggior comodo, costruì dapprima una lunga scala giovandosi di quattro bambù lunghissimi e di altri più brevi e più sottili pei piuoli, poi tracciò sul terreno un rettangolo perfetto che doveva servire di base all'intera capanna.

— A noi due, Enrico, — disse poscia. — E tu, Piccolo Tonno, va' a raccogliere intanto i rotang che ho tagliati. —