— Volete adoperare il veleno di quell'albero?

— Sì, e ti assicuro che è potente.

— Io ho udito parlare ancora di questi upas a Giava, signore, ed anche a Sumatra.

— Ti credo.

— Volete avvelenare delle freccie col succo di quella pianta?...

— Sì, Enrico.

— Ma come faremo a estrarlo?

— Come fanno i selvaggi del Borneo: ora lo vedrai. —

Il veneziano aveva recato con sè un pentolino ed una canna di bambù tagliata per metà e aguzzata ad una estremità. Afferrò la scure e fece ai piedi dell'albero una profonda incisione, cacciandovi dentro il cannello. Vi mise sotto il pentolino, poi si ritrasse sollecitamente sotto il bosco, invitando i compagni a seguirlo.

— Non è prudente respirare le esalazioni di quel succo velenoso, — disse. — Si corre il pericolo di perdere i denti e di contrarre dei dolori difficili a guarirsi. Attendiamo qui che il recipiente si riempia.