— Ma così potente è il veleno di quell'albero? — chiese il marinaio.
— Tanto potente, che come vedi, nessuna pianta può crescere sotto l'ombra di quel solitario e che gli uccelli che si posano inavvertentemente sui suoi rami, cadono fulminati. Se tu ti sdraiassi sotto quell'ombra, non tarderebbero a coglierti dei dolori e se tu non avessi un berretto, potresti perdere i tuoi capelli.
— E voi userete quel veleno?...
— So come si deve adoperarlo, avendo veduto parecchie volte i Kajan del Borneo a raccoglierlo e poi manipolarlo.
— Un uomo colpito da una freccia intinta nel succo dell'upas, muore?...
— Sì, in capo a dieci o quindici minuti. Sembra che il principio venefico dell'upas, secondo le ultime ricerche fatte dai naturalisti, consista in un alcaloide vegetale ed in un acido che non fu ancora determinato.
L'uomo colpito da una freccia avvelenata prova subito un tremito convulso, una debolezza estrema, poi un'ansietà penosa, difficoltà di respirazione, quindi vomiti, convulsioni tetaniche e spira fra dolori atroci.
— E non vi sono rimedi contro tale veleno?...
— È difficile la guarigione, però alcuni feriti sono sopravvissuti, essendo stati curati con grande quantità di bibite alcooliche. Anche l'ammoniaca si dice che abbia dato buoni risultati.
— Ma basta bagnare le freccie nel succo, perchè diventino micidiali?...