— Ma perchè l’odii?
— È un mio segreto. Vorrai aiutarmi? Io ti darò tanto oro da riempirne venti canotti.
— È lontano il tuo paese?
— Una luna.
— Un mese di navigazione vuoi dire?
— Sì.
— E non c’ingannerai?
— Lo giuro su questo piaye[2], — disse Yaruri, toccando una pietra azzurra che portava sospesa al sottanino.
— Ti credo. Alonzo, cugino mio, torniamo alla piantagione. Fra un mese noi saremo tanto ricchi da acquistare dieci città.
— Ma non ho compreso bene di cosa si tratta, Raffaele.