— Non mi ero ingannato, — disse Yaruri. — È un tapiro.

— Lo uccido con una palla nel cranio, — disse Alonzo.

Aveva già alzato il fucile, quando l’indiano glielo abbassò.

— Cos’hai? — chiese il giovanotto, sorpreso.

— Guarda!

— Non vedo nulla.

— Dietro al tapiro.

Alonzo alzò gli occhi e vide un oggetto nero lungo lungo, grosso come la coscia d’un uomo, sorgere dalla palude dietro al tapiro ed avanzarsi silenziosamente.

— Un serpente? — chiese Alonzo, rabbrividendo.

— Sì.