—È ben perchè ha giurato che sarà tua, che io ti spedisco all'altro mondo. Morto te, mi amerà voglia o non voglia.

—Ah! Cane!…

—Zitto, giovanotto mio. Se vuoi vi è un mezzo per riscattare la libertà.

—Quale? chiese l'arabo che ebbe un raggio di speranza.

—Quello di recarti da Fathma e di sputarle in volto in segno di supremo disprezzo.

—Taci, miserabile, taci!… Io ti sbrano co' miei denti!

—Addio, giovanotto, disse il beduino alzandosi. Oggi stesso partirò per Chartum con Fathma e tu rimarrai seppellito in questa tana che sarà anche la tua tomba.

L'arabo cacciò un urlo disperato e si gettò sul bandito, ma questi stava in guardia. Si trasse prontamente da un lato e gli scagliò su un fianco un sì terribile pugno che il prigioniero cadde come morto.

—Addio, giovanotto, ripetè lo sceicco sogghignando.

Lasciò cadere una manata di datteri, spense la torcia e se ne andò tranquillamente, sbarrando la porta dietro alle spalle.